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Stivali e scarpe per moto

Gli stivali da moto proteggono caviglia e piede da torsioni e schiacciamenti che una scarpa normale non ferma. La norma di riferimento è la EN 13634, e sulla stessa etichetta ci sono quattro valori che dicono quasi tutto.

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Come si legge l'etichetta di uno stivale

La EN 13634 è la norma dei calzari da motociclismo e usa una notazione compatta: una serie di numeri sotto il pittogramma. Il primo indica l'altezza del gambale su due livelli. Poi vengono la resistenza all'abrasione, la resistenza al taglio da impatto e la rigidità trasversale, ciascuna espressa come livello 1 o livello 2.

Il livello 2 è sempre il più severo. Uno stivale con rigidità trasversale di livello 2 resiste meglio allo schiacciamento laterale, che è esattamente ciò che accade quando la moto si corica e il peso finisce sul piede.

Questa lettura permette di confrontare due stivali che nelle foto sembrano identici: uno stivale da turismo alto e rigido e una scarpa urbana omologata si assomigliano in miniatura, ma hanno numeri molto diversi in etichetta.

Stivale, scarpa o scarponcino

Lo stivale alto da turismo o da enduro contiene la caviglia e ne limita la torsione, ed è quello che protegge di più. In cambio è rigido, scomodo a piedi e caldo d'estate.

Lo scarponcino urbano omologato è il compromesso di chi arriva in ufficio e non vuole cambiarsi: mantiene le protezioni su malleolo e puntale e un'omologazione vera, ma con un gambale più basso protegge meno la caviglia dalle torsioni.

La scarpa sportiva bassa da moto sta nel mezzo: nata per la guida attiva, lascia sensibilità sui comandi. Nessuna delle tre è sbagliata: sbagliata è la scarpa da ginnastica, che in caduta si sfila e non oppone nulla né all'abrasione né allo schiacciamento.

Il cambio e il mignolo: due dettagli pratici

Il collo del piede sinistro lavora sotto la leva del cambio a ogni marcia, e su uno stivale senza protezione dedicata la pelle si consuma in una stagione. Quasi tutti i modelli montano un inserto di rinforzo in quel punto: se manca, si consuma la tomaia.

Il secondo dettaglio è la larghezza. Le taglie degli stivali da moto sono spesso costruite su una calzata stretta, e chi ha il piede largo si ritrova a comprimere il mignolo per ore. Provare con la calza che userai davvero, quella invernale compresa, evita gran parte dei resi.

Infine la suola: quella cucita si può risuolare, quella incollata di norma no. Su uno stivale destinato a durare molte stagioni la differenza si vede al terzo anno.

Domande frequenti

Cosa indicano i numeri sull'etichetta degli stivali da moto?

Seguono la norma EN 13634 e indicano nell'ordine l'altezza del gambale, la resistenza all'abrasione, la resistenza al taglio da impatto e la rigidità trasversale. Ogni voce è espressa come livello 1 o livello 2, dove 2 è il più severo.

Uno scarponcino urbano protegge quanto uno stivale alto?

Sull'abrasione può essere paragonabile, sulla caviglia no: un gambale più basso limita meno la torsione. È un compromesso consapevole fra protezione e praticità quotidiana.

Servono anche in città?

La caviglia si torce alla stessa velocità con cui si appoggia il piede, e gran parte delle cadute urbane avviene a bassa andatura. Le protezioni di malleolo e puntale lavorano proprio in quello scenario.

Come si mantiene la pelle degli stivali?

Si pulisce con acqua tiepida e un panno morbido, si asciuga lontano da fonti di calore e si tratta periodicamente con un prodotto per pelle. L'asciugatura sul termosifone irrigidisce e crepa la tomaia.

Meglio suola cucita o incollata?

La suola cucita si può risuolare e resiste meglio nel tempo al distacco; quella incollata è più leggera ed è diffusa sui modelli sportivi. Su uno stivale destinato a durare la differenza si nota dopo qualche stagione.

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