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Lubrificanti e additivi per moto

L'olio di una moto non fa lo stesso lavoro di quello di un'auto: nella maggior parte dei motori lubrifica anche il cambio e bagna la frizione. Per questo la sigla che conta non è la marca, ma la specifica scritta sul retro della latta.

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Cosa guardare prima di comprare

La sigla SAE: due numeri, due temperature diverse

In 10W-40 non c'è una gradazione sola: ce ne sono due, misurate in due condizioni che non hanno niente a che vedere fra loro. La W sta per winter, inverno, e separa le due metà della sigla.

Il numero prima della W descrive il comportamento a freddo. Non è una temperatura: è una classe, assegnata in base a due prove di laboratorio, la resistenza che l'olio oppone al motorino di avviamento e la capacità della pompa di aspirarlo quando è denso. Più il numero è basso, più l'olio resta fluido quando fa freddo, e quindi più in fretta arriva dove serve nei primi secondi dopo l'accensione. Come ordine di grandezza, un 20W lavora bene fino a circa quindici gradi sotto zero, un 15W fino a venti, un 10W fino a venticinque, un 5W fino a trenta. Sono i minuti dell'avviamento a freddo a produrre la parte maggiore dell'usura di un motore: è lì che quel numero conta.

Il numero dopo la W descrive la viscosità a caldo, misurata a cento gradi, cioè nelle condizioni in cui il motore lavora davvero. Più è alto, più l'olio resta denso quando è in temperatura, e quindi più spesso è il velo che separa le superfici in movimento. Un 50 protegge meglio sotto carico e oppone più resistenza; un 30 scorre meglio e scalda meno. Non esiste un valore migliore in assoluto: esiste quello per cui il motore è stato progettato, e sta sul libretto.

Un olio che porta entrambi i numeri si chiama multigrado, e ci riesce grazie a polimeri che si comportano in modo diverso a freddo e a caldo. In una moto quei polimeri vengono tagliati dagli ingranaggi del cambio, che lavorano lo stesso olio del motore: con l'uso un 10W-40 può degradare verso un 10W-30 senza che nulla lo segnali. È la ragione tecnica per cui su una moto un olio di base migliore non è un lusso, e per cui gli intervalli di cambio si rispettano.

Il codice API: come si legge il livello di un olio

Accanto alla gradazione SAE, sulla latta compare quasi sempre una sigla API di due lettere: SL, SM, SN, SP. La S sta per Service e indica i motori a benzina; la seconda lettera è la generazione, e avanza in ordine alfabetico. Più la lettera è avanti nell'alfabeto, più recente e severa è la specifica che l'olio dichiara di soddisfare.

Questo rende il codice API il modo più rapido per capire a che epoca appartiene un prodotto. Un olio che nel 2026 dichiara ancora API SG o SH è costruito su requisiti degli anni Novanta: non è necessariamente scadente, ma non ha superato nessuna delle prove introdotte da allora su depositi, ossidazione e protezione a caldo. Su una moto moderna, il livello da cercare parte da SL e sale.

C'è però un rovescio che riguarda soltanto le moto, e va conosciuto prima di comprare. Le specifiche API più recenti sono state scritte pensando alle automobili, e premiano la riduzione dei consumi: molti oli SN e SP portano la dicitura Resource Conserving, che significa che contengono modificatori di attrito. In un'auto è un pregio. In una moto con frizione in bagno d'olio quegli stessi additivi arrivano sui dischi della frizione e possono farla slittare.

Il modo pratico di leggere la latta è quindi doppio. Il simbolo tondo API, la cosiddetta ciambella, riporta al centro la gradazione SAE, in alto la categoria di servizio e in basso l'eventuale dicitura Resource Conserving: quella scritta in basso, su una moto con frizione in bagno d'olio, è un motivo per rimettere la latta sullo scaffale. Il simbolo a stella, che certifica gli oli risparmio-energia per automobili, su una moto del genere non va cercato affatto.

La regola che mette d'accordo le due letture è semplice: si guarda prima JASO, che dice se l'olio è compatibile con la frizione, e poi API, che dice a quale livello di prestazioni è costruito. Un prodotto che dichiara JASO MA2 insieme ad API SL o superiore è, sulla carta, un olio moderno e adatto. Un prodotto che non dichiara nulla di tutto questo non è stato sottoposto a nessuna delle due verifiche, e il prezzo basso di solito viene da lì.

Perché l'olio dell'auto può far slittare la frizione

Nella grande maggioranza delle moto la frizione lavora immersa nello stesso olio del motore. Gli oli pensati per le automobili moderne contengono modificatori di attrito, che servono a ridurre i consumi facendo scorrere meglio le parti in movimento: è un vantaggio in un'auto, dove la frizione è a secco e sta da un'altra parte.

In una moto lo stesso additivo arriva sui dischi della frizione e riduce proprio l'attrito su cui la frizione conta per non slittare. Il sintomo tipico è il motore che sale di giri senza che la moto acceleri, in sesta e in apertura, e compare più facilmente su motori con molta coppia.

La sigla che protegge da questo è JASO: MA, MA1 e MA2 certificano che l'olio mantiene l'attrito necessario a una frizione in bagno d'olio. MB è il contrario, ed è corretto solo sugli scooter con trasmissione automatica. Un olio senza alcuna sigla JASO non è per forza cattivo, ma non ha superato quella prova.

Gli additivi: quali fanno qualcosa e quali no

Su un motore in salute, con il cambio olio fatto nei tempi previsti, la maggior parte degli additivi da banco non ha un effetto misurabile. L'olio moderno arriva già additivato dalla fabbrica, con un pacchetto bilanciato: aggiungerne un altro sopra non somma benefici e in qualche caso sbilancia quello che c'era.

Due eccezioni con un compito preciso esistono. Lo stabilizzatore di carburante ha senso prima di un fermo lungo, perché la benzina ferma nel serbatoio e nel circuito si degrada e lascia depositi che si ritrovano in primavera. Il detergente per iniettori ha senso dopo una sosta lunga o su un mezzo usato con storia incerta, come intervento occasionale e non come abitudine.

Tutto il resto - i prodotti che promettono più cavalli, meno consumi o il ripristino delle tenute - va letto per quello che dichiara di fare in modo verificabile. Se la promessa è generica, il prodotto costa quanto mezzo cambio d'olio, che è l'intervento che quel beneficio lo produce davvero.

La catena: grasso, spray o cera

Su una catena con anelli di tenuta - O-ring, X-ring o simili - il grasso che conta è già sigillato dentro ogni articolazione, e non si può né rabboccare né sostituire. Il prodotto che spruzzi fuori ha un compito più modesto: proteggere rulli e piastrine dalla ruggine, ridurre l'attrito con la corona e non aggredire le tenute.

Gli spray tradizionali sono appiccicosi e restano in sede, ma trattengono polvere e sabbia, che a lungo andare fanno da abrasivo. Le cere si asciugano e sporcano molto meno, con una tenuta inferiore sul bagnato. Gli oli liquidi penetrano bene e schizzano sul cerchio. Nessuna delle tre è la risposta giusta in assoluto: dipende da quanto sporco incontri e da quanto spesso sei disposto a rifare l'operazione.

Vale invece sempre la regola del momento: si lubrifica a catena calda, dopo aver guidato, così il prodotto penetra; e si lubrifica dopo aver pulito, non sopra lo sporco di prima.

Domande frequenti

Posso usare un 10W-50 al posto di un 10W-40?

Cambia solo il comportamento a caldo: il 50 resta più denso in temperatura. Se il costruttore prevede entrambe le gradazioni per climi o usi diversi, la scelta è legittima. Se ne prevede una sola, cambiarla di testa propria significa alterare la pressione dell'impianto e la portata verso i punti più lontani, e su alcuni motori con tolleranze strette è una modifica vera, non una preferenza.

Cosa vuol dire Resource Conserving sulla latta?

Che l'olio contiene modificatori di attrito pensati per ridurre i consumi delle automobili. Sono gli stessi additivi che, in un motore con frizione in bagno d'olio, possono far slittare la frizione. La dicitura compare nella parte bassa del simbolo tondo API: su una moto con frizione a bagno d'olio è un motivo per scegliere un'altra latta, a meno che il prodotto dichiari anche JASO MA o MA2.

Posso usare l'olio dell'auto nella moto?

Solo se la moto ha la frizione a secco o una trasmissione automatica, e comunque controllando le specifiche del libretto. Nei motori con frizione in bagno d'olio, che sono la maggioranza, gli oli per auto con modificatori di attrito possono far slittare la frizione: la sigla da cercare è JASO MA, MA1 o MA2.

Cosa vuol dire la sigla 10W-40?

È la gradazione di viscosità. Il numero prima della W indica il comportamento a freddo, cioè quanto l'olio resta fluido all'avviamento, e più è basso meglio scorre col freddo. Il numero dopo indica la viscosità alla temperatura di esercizio. La coppia corretta è quella indicata dal costruttore per il tuo modello.

Ogni quanto si cambia l'olio se faccio pochi chilometri?

Gli intervalli sono due e vale il primo che scade: i chilometri e il tempo. Quasi tutti i libretti indicano comunque una sostituzione annuale, perché l'olio si degrada anche da fermo per condensa e ossidazione. Una moto che percorre mille chilometri l'anno non è esentata dal cambio.

Il refrigerante si può rabboccare con acqua?

Con acqua distillata, e solo per tornare a casa. L'acqua da sola non ha protezione antigelo, non contiene gli inibitori che proteggono alluminio e guarnizioni dalla corrosione e bolle a temperatura più bassa. Il rabbocco corretto si fa con lo stesso tipo di refrigerante già presente nell'impianto.

Gli additivi per il motore servono davvero?

Su un motore in salute con la manutenzione fatta, quasi mai. Gli oli in commercio sono già additivati in modo bilanciato. Hanno un compito preciso solo lo stabilizzatore di carburante prima di un fermo lungo e, come intervento occasionale, il detergente per iniettori dopo una sosta prolungata.

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