Finanziamento e rate per la tua moto
Come si legge un finanziamento prima di firmarlo: cosa distingue le tre formule possibili, quale numero conta davvero fra TAN e TAEG, e perché il tasso zero pubblicizzato dalle case non è sempre il costo totale più basso.
Pagina informativa. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. OfferteMoto.it non svolge attività di mediazione creditizia e non è iscritta all’OAM: non raccogliamo richieste di finanziamento e non trattiamo dati bancari o reddituali. Condizioni contrattuali, TAN e TAEG sono esclusivamente quelli pubblicati dal finanziatore nei documenti informativi.
Le tre formule, e come cambiano il conto
Il finanziamento finalizzato è legato all’acquisto del mezzo: si firma in concessionaria, la somma va direttamente al venditore, ed è la formula su cui le case costruiscono le promozioni a tasso agevolato. In cambio si è vincolati a quel finanziatore e a quel veicolo.
Il prestito personale è slegato dal bene: la banca eroga a te, tu compri come vuoi e tratti da cliente in contanti, che in concessionaria vale spesso uno sconto. Il tasso dipende dal tuo profilo e non dalla promozione della casa: può costare meno del finalizzato, oppure sensibilmente di più.
Il leasing non trasferisce la proprietà: si paga l’uso per un periodo e alla fine si sceglie se riscattare. Per un privato ha senso in pochi casi; per una partita IVA cambia il trattamento fiscale, ed è lì che va valutato con il commercialista, non qui.
TAN e TAEG: solo uno dei due è confrontabile
Il TAN è il tasso di interesse puro applicato al capitale. Il TAEG comprende anche tutto ciò che si deve pagare per ottenere il credito: istruttoria, incasso della rata, imposte, eventuali coperture obbligatorie. È per costruzione il numero più alto dei due, ed è l’unico che permette di confrontare due offerte diverse.
Da qui discende la cosa che il tasso zero non dice. Un TAN dello 0% azzera gli interessi sul capitale, non le spese: con seimila euro in trentasei mesi, trecento euro di istruttoria e tre euro per ogni rata, il TAEG si colloca intorno al quattro e mezzo per cento nonostante il tasso dichiarato sia zero. Non è una trappola: è come funziona il conto, ed è il motivo per cui una promozione a tasso zero va confrontata con un prestito personale sul TAEG e non sullo slogan.
Il simulatore qui sotto serve esattamente a vedere quel salto: si mettono le spese e si guarda come il TAEG si stacca dal TAN.
Simulatore di rata
Il calcolo avviene interamente nel tuo browser: nessun dato viene inviato, salvato o condiviso. I risultati sono a scopo illustrativo e non costituiscono un’offerta.
Calcolo a rata costante (ammortamento alla francese). Il TAEG mostrato è una stima costruita sui valori che inserisci: quello contrattuale è solo il TAEG pubblicato dal finanziatore.
Le spese di istruttoria: chi le incassa
Le spese di istruttoria sono addebitate dal finanziatore, cioè dalla banca o dalla società finanziaria che eroga il credito, come corrispettivo per l’apertura e la valutazione della pratica. Non le incassa il concessionario, e non sono una tassa: sono un costo commerciale, deciso dal finanziatore, e come tale sono trattabili esattamente come il tasso.
Il concessionario, quando ti propone un finanziamento, agisce come intermediario del credito per conto del finanziatore, e per questo servizio viene remunerato da quest’ultimo. È il funzionamento ordinario del credito al consumo, in Italia come altrove, ed è una voce distinta dalle spese di istruttoria. Vale la pena saperlo non perché ci sia qualcosa di irregolare, ma perché aiuta a capire come è costruita l’offerta che hai davanti.
Anzi, molto spesso il finanziamento proposto in concessionaria è il più conveniente dei due: le società finanziarie delle case costruttrici sostengono i tassi per favorire la vendita dei propri modelli, e arrivano a condizioni che una banca, sul mercato aperto, difficilmente offre. Capita esattamente il contrario di quello che si immagina, e lo si scopre solo confrontando.
Le spese di incasso della singola rata sono un’altra cosa ancora e vanno anch’esse al finanziatore, a copertura della gestione del pagamento. Dipendono dal mezzo scelto: con l’addebito automatico sul conto sono spesso azzerate, mentre con il bollettino restano e, moltiplicate per il numero delle rate, diventano una voce tutt’altro che simbolica.
Due cose valgono la pena di essere verificate prima di firmare. La prima è se l’istruttoria viene pagata a parte o aggiunta al capitale finanziato: nel secondo caso su quella somma maturano interessi per tutta la durata, e il costo reale è superiore alla cifra scritta. La seconda è che tutti i costi obbligatori compaiano nel documento informativo che deve esserti consegnato prima della firma, le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori: è l’unico foglio in cui il TAEG e l’elenco delle spese stanno scritti insieme, ed è il documento da chiedere se non te lo mettono davanti.
Le polizze abbinate: nessuna può essere aggiunta senza il tuo sì
Insieme al finanziamento viene spesso proposta una copertura assicurativa, di solito contro il decesso, l’invalidità permanente o la perdita del lavoro. Può essere utile: se succede, l’assicurazione paga il debito residuo al posto tuo o dei tuoi familiari. Ma è un contratto distinto dal finanziamento, con un proprio documento e una propria firma, e questo ha due conseguenze precise.
La prima è che non può comparire nel conteggio senza che tu l’abbia scelta. Serve un consenso espresso, prima della sottoscrizione, e una firma tua su quel contratto: una polizza non si aggiunge come si aggiunge un accessorio. Se aprendo il piano trovi una voce assicurativa che non ricordi di aver accettato, hai tutto il diritto di chiedere conto al finanziatore, e la contestazione ha un percorso previsto.
La seconda riguarda chi te la propone. Distribuire prodotti assicurativi non è libero: occorre l’iscrizione al Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi, il RUI, tenuto da IVASS — l’autorità che dal 2013 ha preso il posto dell’ISVAP. L’iscrizione richiede una formazione iniziale e un aggiornamento professionale periodico obbligatorio, e comporta l’obbligo di consegnarti prima della firma i documenti informativi sulla polizza e sull’intermediario stesso. Il registro è pubblico e si consulta liberamente sul sito di IVASS: se vuoi verificare chi ti sta proponendo la copertura, quella è la strada.
Sul costo la regola è semplice. Se la polizza è obbligatoria per ottenere il credito a quelle condizioni, il suo costo deve entrare nel TAEG: quindi il TAEG che leggi la comprende già. Se invece è facoltativa, deve esserti presentata come tale, e il finanziamento deve restare ottenibile anche senza. Il modo pratico di capirlo in due minuti è chiedere il TAEG con e senza copertura: se non cambia, non era facoltativa davvero.
Il documento che tiene insieme tutto questo si chiama SECCI, sigla delle Informazioni europee di base sul credito ai consumatori. Deve esserti consegnato prima della firma e riporta su un unico foglio standard l’importo, la durata, il TAN, il TAEG e l’elenco di tutte le spese, polizze comprese. È standardizzato apposta per essere confrontabile fra finanziatori diversi. Chiedilo sempre, e leggilo prima di firmare: se un costo non compare lì, quel costo va spiegato.
Estinguere prima: si può anche dopo un mese
Il rimborso anticipato è un diritto, non una concessione, e si può esercitare in qualsiasi momento: anche dopo la prima rata, in tutto o in parte. Non serve motivarlo e non può essere rifiutato. Rimborsi il capitale che resta da pagare e hai diritto alla riduzione di tutti gli interessi e i costi relativi alla vita residua del contratto.
Al finanziatore spetta un indennizzo, contenuto entro limiti fissati dalla legge: al massimo l’1% della somma rimborsata se mancano più di dodici mesi alla scadenza, lo 0,5% se ne mancano meno; e comunque mai più degli interessi che avresti pagato proseguendo. C’è poi il caso che riguarda la maggior parte dei finanziamenti moto: se quello che rimborsi è l’intero debito residuo e non supera i 10.000 euro, l’indennizzo non è dovuto affatto.
Il prospetto qui sotto mostra come si muovono i numeri su un caso concreto. Finanziamento di 15.000 euro in 60 mesi, TAN 7,90%, 300 euro di istruttoria e 3 euro di incasso per rata: rata di 306,43 euro, costo totale del credito 3.685,71 euro. La soglia dei 10.000 euro viene attraversata fra il dodicesimo e il ventiquattresimo mese, e da lì in poi estinguere non costa più nulla oltre al debito.
| Estingui al mese | Debito residuo | Indennizzo | Totale da versare | Se prosegui fino alla fine | Risparmio |
|---|---|---|---|---|---|
| 6° | 13.751,54 € | 137,52 € 1% | 13.889,05 € | 16.547,14 € | 2.658,09 € |
| 12° | 12.452,94 € | 124,53 € 1% | 12.577,47 € | 14.708,57 € | 2.131,10 € |
| 24° | 9.697,22 € | 0,00 € sotto i 10.000 | 9.697,22 € | 11.031,43 € | 1.334,21 € |
| 36° | 6.715,74 € | 0,00 € sotto i 10.000 | 6.715,74 € | 7.354,29 € | 638,54 € |
| 48° | 3.490,00 € | 0,00 € sotto i 10.000 | 3.490,00 € | 3.677,14 € | 187,14 € |
Esempio illustrativo calcolato ad ammortamento alla francese sui valori indicati, non un’offerta. Le cifre del tuo contratto dipendono dal piano effettivo: il conteggio valido è solo quello rilasciato dal finanziatore.
Due letture che il prospetto rende evidenti. La prima è che il risparmio è tanto più alto quanto prima si estingue: al sesto mese vale 2.658 euro, al quarantottesimo 187. Gli interessi si pagano sul tempo, e il tempo che togli è tempo che non paghi.
La seconda è che l’indennizzo non è mai la voce decisiva. Anche quando c’è, nel caso peggiore della tabella vale 137 euro contro 2.658 di risparmio. L’idea che estinguere prima «non convenga per via della penale» non regge al conto: quello che richiede attenzione non è la penale, è avere la somma disponibile tutta insieme.
In pratica si chiede al finanziatore il conteggio estintivo, che è il documento con l’importo esatto alla data scelta. Se il finanziamento è legato a una polizza abbinata, verifica anche il rimborso della quota di premio non goduta, che segue il contratto assicurativo e va chiesta a parte.
La rata all’1%: come nasce un numero così basso
È la formula pubblicizzata come «minirata»: la rata mensile vale circa l’uno per cento dell’importo finanziato, quindi su diecimila euro si parla di cento euro al mese. Il numero è vero ed è anche il motivo per cui funziona così bene in pubblicità: sta sotto la soglia oltre la quale la gente smette di ascoltare.
Il meccanismo che lo produce non è uno sconto. Quella rata copre quasi soltanto gli interessi e una quota minima di capitale; tutto il resto viene accantonato in un’unica rata finale che può valere metà o più del prezzo del mezzo. Il debito, nel frattempo, scende pochissimo.
Da qui discende la sconvenienza, ed è aritmetica prima che commerciale: gli interessi si calcolano ogni mese sul capitale ancora dovuto. Se il capitale resta quasi intatto per tutta la durata, gli interessi si pagano per intero fino all’ultimo mese. A parità di tasso e di durata, la stessa moto finanziata a rate piene costa meno di quella finanziata a minirata, e la differenza cresce con la durata del contratto.
Ci sono altri due effetti che in pubblicità non compaiono. Il primo è che alla scadenza serve una somma importante tutta insieme: chi non ce l’ha rifinanzia, e rifinanziare significa aprire un secondo contratto a condizioni decise in quel momento, non oggi. Il secondo è che per buona parte del contratto il debito residuo può essere superiore al valore di mercato del mezzo, e in caso di furto o di incidente grave l’indennizzo dell’assicurazione copre il valore del veicolo, non il debito: la differenza resta a carico tuo, a meno che il contratto non preveda una copertura apposta.
Il confronto onesto si fa sul costo totale del credito e sul TAEG, mai sulla rata. Il simulatore qui sopra lo mostra bene: alzando la durata la rata scende e il totale dovuto sale, sempre.
Il valore futuro garantito, passo per passo
Il valore futuro garantito è l’impegno scritto del finanziatore a riconoscere al mezzo, a una data e a condizioni stabilite oggi, un valore minimo. Serve a rendere sopportabile la maxirata finale, perché quella cifra non la devi necessariamente pagare: puoi consegnare la moto e chiudere.
Il contratto si costruisce in quattro numeri. Il prezzo del mezzo; l’anticipo; il valore garantito alla scadenza, che coincide con la maxirata finale; e la durata. Le rate mensili pagano la differenza fra quanto finanzi e quel valore garantito, più gli interessi su tutto il capitale. Per questo la rata è bassa: stai finanziando la perdita di valore prevista, non la moto intera.
Alla scadenza le strade sono tre e la scelta è tua. Paghi la maxirata e la moto diventa tua. Rifinanzi quella cifra in un nuovo piano. Oppure restituisci il mezzo e non devi altro. È la terza opzione a dare il nome alla formula, e a distinguerla da una maxirata secca, dove la restituzione non è prevista e la moto resta un tuo problema da rivendere.
La restituzione però non è incondizionata, ed è qui che nascono quasi tutte le contestazioni. Il contratto fissa un limite di chilometraggio e uno standard di stato del veicolo. Superare i chilometri si paga a tanto al chilometro, e il prezzo unitario è scritto nel contratto: vale la pena leggerlo prima, perché su diecimila chilometri di eccedenza diventa una cifra seria. I danni oltre la normale usura vengono quantificati alla riconsegna, così come le modifiche non autorizzate e la manutenzione non eseguita secondo il libretto, che va conservato timbrato.
Come si giudica se conviene. Il valore garantito va confrontato con quello che la stessa moto, con quei chilometri e quell’età, vale realmente sul mercato dell’usato: se il garantito è più alto, la formula ti protegge da una svalutazione che altrimenti pagheresti tu; se è più basso, stai pagando una garanzia che non ti serve. Funziona bene per chi cambia moto ogni tre o quattro anni e percorre chilometraggi prevedibili. Funziona male per chi la moto la tiene, per chi fa molti chilometri e per chi la personalizza.
Maxirata finale e valore futuro garantito
Alcune formule abbassano la rata mensile spostando una quota importante del capitale su un’unica rata finale. Alla scadenza si sceglie fra tre strade: pagarla, rifinanziarla, oppure restituire il mezzo se il contratto prevede il valore futuro garantito.
La rata più bassa non significa costo minore: gli interessi si calcolano su un capitale che resta alto più a lungo. La formula ha senso per chi cambia moto con regolarità e vuole una rata prevedibile; ha molto meno senso per chi la moto intende tenerla.
Il numero da leggere è il valore garantito del veicolo alla scadenza, insieme al limite di chilometraggio e alle condizioni di stato: superarli significa pagare una differenza al momento della restituzione, ed è la voce che genera la maggior parte delle sorprese.
Promozioni di finanziamento attive
Sono le campagne delle case costruttrici già verificate sulle loro pagine ufficiali, ordinate per scadenza. Questi link non sono affiliati: portano direttamente al sito del costruttore.
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Transalp: paghi metà adesso
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NX500: paghi metà adesso
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Aumenta la cilindrata, stessa rata
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SH350i a tasso zero fino a 48 mesi
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SH Mode 125: 24 rate senza interessi
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Domande frequenti
Qual è la differenza fra TAN e TAEG?
Il TAN è il tasso di interesse puro applicato al capitale. Il TAEG comprende anche le spese obbligatorie: istruttoria, incasso rata, imposte e ogni costo necessario a ottenere il credito. È il TAEG, non il TAN, a dire quanto costa davvero il finanziamento, ed è il solo numero confrontabile fra offerte diverse.
Un TAN dello 0% significa che non pago interessi?
Significa che non paghi interessi sul capitale, non che il finanziamento sia gratuito. Le spese di istruttoria e quelle di incasso rata restano, ed entrano nel TAEG: un TAN 0% con trecento euro di istruttoria e tre euro per rata può avere un TAEG intorno al 4-5%. È esattamente il calcolo che il simulatore di questa pagina rende visibile.
Meglio il finanziamento in concessionaria o il prestito personale?
Il finalizzato in concessionaria è legato all'acquisto, spesso ha promozioni della casa e si ottiene sul posto. Il prestito personale è slegato dal bene, lascia trattare come contante e può costare meno o più a seconda del profilo. Non esiste una risposta valida per tutti: il confronto si fa sul TAEG a parità di importo e durata.
Che cos'è la maxirata finale?
È una rata conclusiva molto più alta delle altre, che abbassa quelle mensili. Alla scadenza si sceglie fra pagarla, rifinanziarla o restituire il mezzo se il contratto lo prevede. Abbassa la rata ma non il costo totale, e va guardata insieme al valore futuro garantito del veicolo.
Posso estinguere il finanziamento in anticipo?
Sì, è un diritto e si può esercitare in qualsiasi momento, anche dopo la prima rata, in tutto o in parte. Si rimborsa il capitale residuo e si ha diritto alla riduzione degli interessi e dei costi relativi al periodo che non verrà più utilizzato. Al finanziatore spetta un indennizzo al massimo dell'1% della somma rimborsata se mancano più di dodici mesi alla scadenza, dello 0,5% se ne mancano meno.
Quanto costa la penale se estinguo prima?
Spesso nulla. Se la somma che rimborsi corrisponde all'intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10.000 euro, l'indennizzo non è dovuto: su un finanziamento moto quella soglia si attraversa presto. Quando invece è dovuto, resta molto inferiore al risparmio: nell'esempio di questa pagina vale 137 euro contro 2.658 euro di interessi non pagati.
Il venditore può aggiungere una polizza al finanziamento?
Solo con il tuo consenso espresso: la polizza è un contratto distinto e richiede una firma tua. Chi la propone deve inoltre essere iscritto al RUI, il registro degli intermediari assicurativi tenuto da IVASS, che è pubblico e consultabile online. Se la copertura è obbligatoria per ottenere il credito, il suo costo entra nel TAEG; se è facoltativa, il finanziamento deve restare ottenibile anche senza.
Che cos'è il SECCI e perché va chiesto?
Sono le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori: un documento standard che deve esserti consegnato prima della firma e che riporta importo, durata, TAN, TAEG e l'elenco di tutte le spese, polizze comprese. Essendo uguale per tutti i finanziatori è lo strumento con cui due offerte diverse si confrontano davvero. Se un costo non compare lì, va spiegato.
Cosa succede se la domanda viene rifiutata?
Il finanziatore non è tenuto a motivare il rifiuto. Le cause tipiche sono segnalazioni nelle banche dati creditizie, reddito non sufficiente rispetto alla rata o documentazione incompleta. Presentare più domande ravvicinate a finanziatori diversi lascia traccia e può peggiorare la valutazione successiva.
Quali documenti servono di solito?
Documento d'identità, codice fiscale, prova del reddito (ultima busta paga o modello fiscale per gli autonomi) e coordinate bancarie per l'addebito. Per i non residenti può essere richiesto un documento aggiuntivo. La richiesta si compila sul sito del finanziatore o in concessionaria: su questo sito non si inserisce nulla di tutto ciò.