Caschi per moto
Il casco è l'unico accessorio obbligatorio per legge ed è quello su cui ha meno senso risparmiare. Oltre alla taglia contano l'omologazione, la forma interna della calotta e la reale compatibilità con l'uso che ne farai.
Offerte caschi aggiornate a settembre 2026
Cosa guardare prima di comprare
- Omologazione ECE 22.06: è lo standard attuale e prevede prove più severe della precedente 22.05, fra cui impatti a velocità e angolazioni diverse e la verifica degli accessori montati sul casco
- Taglia: si misura la circonferenza della testa un paio di centimetri sopra le sopracciglia, e il casco deve calzare stretto senza creare punti di pressione localizzati
- Forma interna: a parità di centimetri le calotte sono costruite su tre proporzioni - round oval, intermediate oval e long oval - ed è il motivo per cui due caschi della stessa taglia calzano in modo molto diverso
- Tipo: integrale per la protezione massima, modulare per chi si ferma spesso, jet per la città e i tragitti brevi, crossover per chi alterna asfalto e sterrato
- Peso e rumorosità: in una giornata di viaggio contano più del prezzo, e fra 1.300 e 1.600 grammi la differenza sul collo si sente
- Visiera: predisposizione Pinlock contro l'appannamento, visierino parasole interno, sgancio rapido per la pulizia
- Predisposizione interfono: alloggiamenti per gli altoparlanti e passaggi per i cavi già ricavati nell'imbottitura, se pensi di montarne uno
Come si sceglie la taglia comprando online
La circonferenza è solo il punto di partenza. Si misura con un metro da sarto all'altezza della fronte, appena sopra le sopracciglia, e si confronta con la tabella del singolo produttore: le taglie non sono intercambiabili fra marche, e la stessa L può valere 59 o 60 centimetri a seconda di chi la produce.
Il secondo criterio è la forma. Se un casco preme sulla fronte e balla ai lati, la calotta è troppo tonda per la tua testa; se preme sulle tempie e lascia spazio davanti è il contrario. Comprando a distanza conviene partire da un modello della stessa marca che hai già indossato, oppure scegliere un venditore con un reso semplice.
Un casco nuovo deve risultare deciso, quasi fastidioso, nei primi minuti: i guanciali cedono con l'uso, e un casco già comodo al primo tentativo dopo mille chilometri sarà largo.
Round Oval, Intermediate Oval, Long Oval: le tre calzate
La circonferenza dice quanto è grande la tua testa, non che forma ha. Sono due misure diverse, e due teste da 59 centimetri possono avere proporzioni molto lontane fra loro se le guardi dall'alto. I produttori lo sanno e costruiscono le calotte su tre proporzioni di riferimento, che nei cataloghi trovi con i nomi inglesi.
La calzata round oval è quella di una testa quasi circolare vista dall'alto: la larghezza da orecchio a orecchio e la lunghezza fra fronte e nuca si somigliano. Chi ha questa forma e indossa un casco costruito più allungato lo sente stringere sulle tempie, mentre davanti e dietro resta spazio e il casco balla.
La calzata intermediate oval è appena più lunga davanti-dietro che nel senso della larghezza. È la proporzione più diffusa in Europa e in Nord America ed è quella su cui è costruita la maggioranza dei caschi in commercio: se hai sempre indossato caschi senza soffrire punti di pressione particolari, quasi certamente rientri qui.
La calzata long oval è nettamente più lunga fra fronte e nuca e più stretta ai lati. Si riconosce subito dentro un casco intermedio: preme sulla fronte e sull'osso dietro la nuca, e nello stesso momento lascia aria sopra le orecchie. È la forma che dà più problemi a chi compra senza provare, perché la taglia sulla carta è giusta e il casco resta comunque inindossabile dopo mezz'ora.
Per capire in quale delle tre rientri ci sono due strade. La prima è guardare: fatti fotografare la testa dall'alto, capelli schiacciati e fotocamera perpendicolare al cranio. Il contorno dice quasi tutto, perché un cerchio, un uovo appena accennato e un uovo lungo si distinguono a occhio senza bisogno di misurare niente.
La seconda è il metodo che si usa in negozio, e vale più della prima: indossa il casco della taglia corretta e tienilo venti minuti, seduto, non trenta secondi davanti allo specchio. Poi guarda dove fa male. Fronte e nuca significa che la tua testa è più lunga della calotta e ti serve una forma più allungata. Tempie e lati significa il contrario, ti serve una forma più tonda. Se invece il fastidio è diffuso e uniforme su tutta la testa, non stai sbagliando forma: stai sbagliando taglia.
La distinzione che fa la differenza è questa: un punto di pressione localizzato che dopo venti o trenta minuti è ancora lì non si assesta più. I guanciali e l'imbottitura cedono con l'uso e la taglia si adatta di un po', ma la forma della calotta non cambia mai. Un casco comprato sperando che si allarghi proprio dove preme resta un casco che preme.
In pratica, quando trovi un casco che ti sta davvero bene, la cosa da annotare non è la marca e non è nemmeno la taglia: è la calzata dichiarata a catalogo. Al cambio successivo restringe la scelta molto più di qualsiasi altro dato, e ti evita di ricominciare da capo. Alcuni produttori offrono più calzate all'interno della stessa gamma, altri ne costruiscono di fatto una sola: sapere qual è la tua ti dice anche da quali marche conviene partire.
Quando un casco va sostituito
Dopo un urto significativo il casco si cambia sempre, anche se non si vede nulla. La calotta interna in polistirolo lavora deformandosi in modo irreversibile: ha assorbito energia una volta e non lo rifarà allo stesso modo. Un casco scivolato dal sellino a moto ferma di solito non rientra in questo caso, ma se il dubbio resta, il costo di un casco nuovo è comunque inferiore a quello di una valutazione sbagliata.
In assenza di urti l'indicazione corrente è di sostituirlo dopo cinque-sette anni dalla data di produzione, che trovi sull'etichetta di omologazione cucita al sottogola. Non è una scadenza formale ma il tempo entro cui sudore, raggi solari, sbalzi termici e detergenti degradano imbottiture, adesivi e materiali.
Integrale, modulare o jet: cosa cambia davvero
L'integrale è l'unico con la mentoniera solidale alla calotta, ed è il riferimento per protezione, aerodinamica e silenziosità. Il modulare aggiunge una cerniera per sollevare la mentoniera: comodo in coda, al distributore e per chi porta gli occhiali, al prezzo di qualche decina di grammi e di un po' di rumore in più.
Alcuni modulari sono omologati anche a mentoniera aperta, e in quel caso l'etichetta riporta la doppia omologazione P/J. Se la seconda lettera manca, guidare con la mentoniera sollevata non rientra in ciò per cui il casco è stato omologato.
Il jet lascia il viso scoperto: si sceglie per la città, non per la tangenziale. Il crossover, con mentoniera e frontino rimovibili, è il compromesso di chi fa strada e sterrato con lo stesso casco.
Domande frequenti
Ogni quanto va sostituito il casco?
In genere ogni cinque-sette anni dalla data di produzione, e sempre dopo un urto significativo anche in assenza di danni visibili: la calotta interna assorbe l'energia deformandosi una volta sola.
Come capisco se la mia testa è tonda, intermedia o lunga?
Guardando e provando. Una foto della testa dall'alto, con i capelli schiacciati, distingue a occhio un contorno circolare da un ovale allungato. La prova decisiva però è indossare il casco per venti minuti: se preme su fronte e nuca la tua testa è più lunga della calotta, se preme sulle tempie è più tonda, se il fastidio è uniforme su tutta la testa il problema è la taglia e non la forma.
Cosa cambia fra ECE 22.05 e 22.06?
La 22.06 introduce prove più severe: impatti a velocità e angoli diversi, verifiche sulle sollecitazioni rotazionali e il controllo degli accessori montati come visiere e visierini. È lo standard con cui si omologano i caschi nuovi.
Posso ancora usare un casco omologato 22.05?
Sì, un casco 22.05 regolarmente acquistato resta utilizzabile: la 22.06 riguarda l'omologazione dei nuovi modelli, non l'uso di quelli già in circolazione. Restano validi i criteri di età e di integrità del casco.
Un modulare protegge come un integrale?
Strutturalmente l'integrale ha la mentoniera solidale alla calotta e resta il riferimento. I modulari omologati P/J sono progettati e testati anche a mentoniera chiusa, ma introducono una cerniera che l'integrale non ha.
Come si pulisce l'interno del casco?
Gli interni della maggior parte dei caschi sono sfilabili e si lavano a mano in acqua tiepida con sapone neutro, asciugando all'ombra. Vanno evitati solventi e alcol, che attaccano polistirolo e collanti, e l'asciugatura al sole o sui termosifoni.