In moto in Marocco
Il viaggio che richiede più preparazione, e che ne ripaga di più
- Stagione
- Marzo-maggio e ottobre-novembre. In estate il sud è proibitivo.
- Giorni
- 14-21
- Chilometri
- 3.000-4.500
- Difficoltà
- alta
- Unione Europea
- no: servono formalità in più
Il Marocco è l'unico itinerario di questa raccolta che richiede di cambiare mentalità prima ancora che strada. Non è difficile da guidare — l'asfalto principale è migliore di quanto si immagini — ma è lontano, è fuori dal sistema assicurativo europeo, e mette fra te e casa un mare e duemila chilometri di Spagna. Chi lo prepara bene lo ricorda per sempre; chi lo improvvisa passa il viaggio a risolvere problemi.
L'assicurazione: qui il sistema europeo non arriva
Questa è la differenza più importante rispetto a ogni altra destinazione dell'elenco. Il Marocco non fa parte del sistema della carta verde europea: il documento che vale in Albania o in Serbia qui non ha valore. L'assicurazione di responsabilità civile si acquista all'ingresso, al porto di sbarco o alla frontiera, presso gli sportelli dedicati.
Si compra per la durata del soggiorno, costa cifre contenute, e va conservata insieme ai documenti del mezzo perché viene richiesta ai controlli, che sono frequenti e cortesi. Il veicolo va inoltre dichiarato all'ingresso: la moto risulta temporaneamente importata e deve uscire dal paese entro i termini, quindi non si lascia in Marocco per nessun motivo senza aver sistemato la pratica.
Sul fronte sanitario e assistenza vale il discorso opposto a quello della Corsica: qui non si tratta di preferire una copertura migliore, si tratta di averne una. Spese mediche, rimpatrio sanitario e soprattutto rimpatrio del veicolo da un paese extraeuropeo sono voci che, se servono, costano quanto il viaggio intero. Chi cerca una polizza di viaggio deve verificare una cosa in particolare, perché è l'esclusione più comune e la meno letta: se la guida di motocicli sia coperta, e con quale limite di cilindrata.
Le strade, il fondo e i chilometri veri
L'asse Tizi n'Tichka, fra Marrakech e Ouarzazate, è stato ampliato e oggi è una strada di montagna larga e in buone condizioni, molto trafficata da camion. Il Tizi n'Test, più a ovest, è rimasto stretto e spettacolare: guardrail scarsi, carreggiata che in alcuni punti non consente l'incrocio di due mezzi, e panorami che giustificano la lentezza.
Nel sud, verso Merzouga e la valle del Draa, l'asfalto è buono ma i bordi si sfaldano e la sabbia invade la carreggiata dopo il vento. Non è fuoristrada, ma è una superficie che cambia da un giorno all'altro e che punisce chi entra in curva con troppa fiducia.
Le percorrenze vanno calcolate con generosità. Trecento chilometri in Marocco non sono trecento chilometri in Francia: fra controlli, centri abitati attraversati a passo d'uomo, greggi e soste, una media di cinquanta all'ora è già buona. Chi pianifica tappe da cinquecento chilometri finisce a guidare di notte, che è la cosa da evitare più di ogni altra: mezzi senza luci, animali sulla carreggiata e carri non segnalati.
Preparare la moto, e cosa portarsi
Il Marocco è il viaggio in cui la manutenzione preventiva vale più che altrove, perché la distanza da casa rende costoso ogni imprevisto. Gomme nuove alla partenza, non a metà vita: il caldo dell'asfalto meridionale accelera il consumo in modo che sorprende. Catena e corona in ordine, filtro aria pulito e uno di scorta se si va nel sud, dove la polvere è costante.
Il kit riparazione forature è obbligatorio, non consigliato. Così come una scorta d'acqua: le distanze fra i centri abitati nel sud sono tali che un guasto lontano da tutto diventa una questione di ore al sole.
Sull'antifurto: nelle città la moto carica attira attenzione. Un blocca disco con allarme e un telo che nasconda modello e bagagli valgono più di quanto costano, e molti alberghi offrono un cortile interno, che è la soluzione migliore e va chiesta al momento della prenotazione.
Valichi e passi principali
- Tizi n'Tichka (2.260 m)
- Tizi n'Test (2.092 m)
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Domande frequenti
Serve la carta verde per il Marocco?
No, perché il Marocco non fa parte del sistema della carta verde. L'assicurazione di responsabilità civile si acquista all'ingresso, al porto o alla frontiera, per la durata del soggiorno, e va conservata con i documenti del mezzo.
Che polizza di viaggio conviene cercare?
Una che copra spese mediche, rimpatrio sanitario e assistenza al veicolo fuori dall'Europa. La verifica decisiva è un'altra: molte polizze escludono la guida di motocicli, o la coprono solo sotto una certa cilindrata. Va cercata quella clausola prima del prezzo.
Quanto tempo serve?
Due settimane sono il minimo per arrivare via Spagna, girare e tornare senza fare solo trasferimento. Con tre si vede il sud con calma. Chi ha una settimana dovrebbe valutare di volare e noleggiare sul posto.
Si guida di notte?
Meglio di no. Mezzi senza luci, animali sulla carreggiata e carri non segnalati rendono la guida notturna sproporzionatamente rischiosa rispetto al tempo che fa guadagnare.
Serve una moto da enduro?
No, l'itinerario classico è interamente su asfalto e si fa con una stradale o una crossover caricata. Serve se si vogliono aggiungere le piste del sud, che sono un viaggio diverso e richiedono preparazione ulteriore.
Come funziona l'ingresso della moto?
Il veicolo si dichiara all'ingresso e risulta temporaneamente importato: deve uscire dal paese entro i termini previsti, insieme a chi lo ha introdotto. È una formalità rapida, ma non va trascurata.