In moto in Corsica
L'isola con la densità di curve più alta del Mediterraneo
- Stagione
- Maggio-giugno e settembre. Luglio e agosto: caldo, traffico e traghetti pieni.
- Giorni
- 5-7
- Chilometri
- 900-1.200
- Difficoltà
- media
- Unione Europea
- sì
La Corsica è l'unico posto in Europa dove si possono fare centocinquanta chilometri senza incontrare un rettilineo vero. Non è un modo di dire: la spina dorsale montuosa corre da nord a sud e le strade le girano intorno invece di attraversarla, quindi anche gli spostamenti banali diventano percorsi di guida. È la ragione per cui ci si torna, ed è anche la ragione per cui una settimana rende meglio di quattro giorni.
Come arrivarci, e perché il verso conta
Le rotte più corte partono da Livorno e Piombino verso Bastia, con traversate che stanno sotto le quattro ore. Da Savona si allunga. Da Santa Teresa di Gallura si arriva a Bonifacio in un'ora scarsa, ed è il modo naturale di incatenare Sardegna e Corsica in un viaggio solo.
Il verso non è indifferente. Sbarcando a Bastia si comincia dal Cap Corse, che è il pezzo più spettacolare e anche il più stretto: farlo con le borse piene il primo giorno, stanchi di traghetto, è la scelta sbagliata. Molti preferiscono scendere subito verso la Castagniccia, prendere confidenza con le strade, e tenere il Cap Corse per il ritorno quando si conosce già il passo dell'isola.
Per i traghetti si prenota con mesi di anticipo per luglio e agosto: le moto hanno posti limitati sul garage e sono i primi a esaurirsi. Fuori stagione si trova anche sotto data, ma le corse sono meno frequenti e saltarne una significa perdere un giorno.
Le strade che contano
La D81 lungo la costa occidentale, fra Porto e Calvi, è il tratto che finisce in tutte le fotografie: scavata nella roccia rossa sopra il mare, larga quanto basta per una macchina e mezza, con gallerie non illuminate e nessun guardrail per chilometri. Si guida piano e si guarda molto.
Il Col de Bavella è l'altro obbligo: l'ultima parte, salendo da Solenzara, è una sequenza di tornanti in una pineta che si apre di colpo sulle guglie. La strada è buona, la percorrenza no: è piena di camper lenti e di ciclisti.
Meno noto e altrettanto bello è l'anello della Castagniccia, nell'entroterra a sud di Bastia: strade minuscole fra i castagneti, paesi che sembrano abbandonati e non lo sono, e un fondo che alterna asfalto perfetto a toppe. Qui il navigatore serve davvero, perché le indicazioni sono poche e i bivi tanti.
Una nota sul fondo stradale: in Corsica è mediamente peggiore che sulle Alpi. Ghiaino nei tornanti, avvallamenti dopo i temporali, e capre. Le capre sono un problema serio e non una battuta: stanno in mezzo alla carreggiata dietro le curve cieche, soprattutto verso Bavella e nel Niolo.
Assicurazione, documenti e spese
La Francia è nell'Unione Europea e la Corsica è Francia a tutti gli effetti: la responsabilità civile italiana è valida senza formalità, la carta verde non serve, e il certificato di assicurazione italiano basta. Portare la patente e il libretto, ovviamente.
Quello che cambia davvero è il soccorso stradale. Un guasto a metà della D81 significa un carro attrezzi da lontano e un'officina che potrebbe non avere il pezzo: sull'isola i ricambi arrivano dal continente. Vale la pena verificare cosa copre l'assistenza della propria polizza fuori dai confini nazionali, in particolare se prevede il rimpatrio del veicolo e non solo il traino all'officina più vicina. È la voce che sulle polizze base spesso manca.
Sul costo: l'isola è cara rispetto all'Italia continentale, il carburante in particolare, e i distributori nell'interno chiudono presto e la domenica. Si fa il pieno quando si passa davanti a una pompa aperta, non quando la riserva lo chiede.
Valichi e passi principali
- Col de Bavella (1.218 m)
- Col de Vergio (1.477 m)
- Col de Vizzavona (1.163 m)
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Domande frequenti
Quanti giorni servono per girare la Corsica in moto?
Cinque giorni permettono di fare il giro costiero senza correre. Con sette si aggiungono l'entroterra e il Cap Corse con calma. Sotto i quattro giorni si passa più tempo a spostarsi che a guidare, perché le medie orarie sull'isola sono basse: quaranta chilometri all'ora reali sono già un buon ritmo.
Serve la carta verde per la Corsica?
No. La Corsica è territorio francese e quindi dell'Unione Europea: la responsabilità civile italiana è valida di diritto. La carta verde riguarda i paesi fuori dall'area, non questo.
Meglio partire da Livorno o da Santa Teresa di Gallura?
Dipende da dove si abita e se si vuole includere la Sardegna. Da Livorno e Piombino si sbarca a Bastia, comodo per il nord dell'isola. Da Santa Teresa si arriva a Bonifacio in un'ora, ed è la scelta di chi incatena le due isole in un viaggio unico.
Che gomme servono?
Niente di speciale, ma conta lo stato: l'isola è un susseguirsi di curve strette e un battistrada già squadrato al centro si consuma sulle spalle molto in fretta. Partire con gomme a metà vita significa spesso cercare un gommista a metà viaggio, e sull'isola non è immediato.
Si può fare in scooter?
Sì, ed è più comune di quanto si pensi sui percorsi costieri. I limiti sono le salite lunghe dei valichi interni e il carico: con due persone e i bagagli, su un mezzo di piccola cilindrata, i tratti come il Vergio diventano faticosi.
Quanto costa in media una settimana?
La voce che pesa di più è il traghetto, che con la moto e una cabina può valere quanto diversi giorni di viaggio. Il resto è in linea con la Francia: carburante e ristoranti sopra la media italiana, alloggi molto variabili fra costa e interno.